Natural Cosmetics

I prodotti della famiglia SPORT

ENERGYBIO

BIDONE-AGITATORE

STARTINGBIO

FORTIBIO

Dal francese antico desport che significava "svago", e che attraversando la Manica, la é diventa "Sport": la nozione d'attività fisica sostituisce così quella di svago.

La pratica di uno sport è benefica per la salute: infatti cura il sistema cardiovascolare, sviluppa il sistema muscolare, contrasta l'obesità e lo stress, ecc...

Benché la grande maggioranza degli sportivi sia dilettante, l'imponente arrivo del denaro nello sport attira sempre più giovani, che trascurano gli studi, in quando, in esso vedono in partenza un mezzo piacevole e facile per guadagnare molto denaro, per alzare il proprio livello sociale e per acquisire una certa notorietà.

Pierre de Coubertin, che non è un apostolo del dilettantismo, Ci sono è dichiarò:
"Ci sono due categorie distinte di sportivi: la prima dallo sguardo franco, muscoli forti e passo sicuro, e la seconda dei malaticci, dall’aria rassegnata umile e vinta. Ma nei collegi e nel mondo: i deboli sono allontanati, il vantaggio di quest'istruzione è apprezzabile é soltanto ai forti".

Tuttavia se i candidati alla gloria transitoria sono tanti, gli eletti sono pochi. Quanti sacrifici e ore di lavoro duro sono necessari per passare dallo stato di dilettante a quello di professionista? E dunque il primo contratto "pro" firmato, è soltanto l'inizio degli sforzi per acconsentire "a farsi un nome".

Nel 1890, ad Atene, l’eroe nazionale, il greco Spiridon Louis, in occasione delle prime olympiadi dell'era moderna, corse la maratona in 2h58'50". Nel 2007, a Berlino, l'etiopico Haile Gebreselassie firmava il record del mondo in 2h04'26", cioè quasi 1 ora di meno in secolo".
Cosa dire del record del salto al palo? Sempre ad Atene in 1896, l'americano William W. Hoyt vince con un salto di 3m30. A Sestrier, nel 1994, l'ucraino Serge Boubka superava 6m14: quasi il doppio!
Nel ciclismo, quando a Parigi, nel 1893, il francese Henri Desgranges stabiliva il primo record dell'epoca in 35,325
okm/h, mai si sarebbe pensato che nel 2005, il britannico Chris Boardman, lo avrebbe portato a 56,375 km/h.

Riservate inizialmente ad una certa elite composta esclusivamente da uomini, le donne limitate ai compiti domestici e familiari, sono arrivate nello sport molto più tardi.
Tuttavia, benché la durata di raffronto sia meno lunga, si constata, la stessa evoluzione a livello delle prestazioni.
Ad esempio, il ciclista francese Jeannie Longo, in Messico, nel 1996 ottiene il record mondiale dell'epoca 48,159 km/h, che supera quello di Irkoutsk, ottenuto nel 1955 dalla russa Tamara Novikova (38,473 km/h).

Si potrebbero moltiplicare gli esempi in tutti gli sport, maschili o femminili, individuali o collettivi, ed in tutti le discipline. Tuttavia ci si resta a pensare quando si compara l'evoluzione delle prestazioni in un po' più di un secolo...

Certamente un record è fatto per essere superato.
In un secolo si sono constatate evoluzioni enormi: progressi tecnici (materiali, rivestimenti, abiti...), comparsa della dietetica, assistenza medica, tecniche d'addestramento e di recupero, ecc...
E benché alcune attitudini fisiche siano innate in alcuni individui, le avversità sono sempre di più in più dure. Percui per essere il migliore, l'organismo è sempre più sollecitato. Ma il corpo umano ha suoi limiti...

Per restare in cima al manifesto, e beneficiare dei vantaggi che ne derivano (salari mirobolanti, contratti pubblicitari, sponsorizzazioni, sovvenzioni statali... o addirittura riconversione nel suo sport di predilezione), alcuni individui non esitano ad alcune pratiche occulte: nasce cosi il fenomeno del doping.
Il doping è efficace poiché permette di ottenere prestazioni superiori alle possibilita; e con diversi mezzi l'aumento della massa muscolare o la resistenza al dolore.
Ma è molto pericoloso per la salute dello sportivo!

Il primo caso rivelato di doping risale al 1865 con dei nuotatori ad Amsterdam.
Un secolo più tardi, il 13 luglio 1967, nella salita del monte Ventoux, il ciclista britannico Tom Simpson crolla inconsciente. Sarà il primo morto ufficiale del doping.
In effetti, questa pratica illecita si e specializzata e generalizzata in alcuni sport alla fine degli anni 1950 con l'arrivo dei simpaticomimetici, corticoidi, o dei prodotti ad attività ormonale, quindi con la E.P.O.

Con la caduta del muro di Berlino, si scopre negli archivi dell’Aghestafo un programma molto sofisticato di doping per gli sportivi dell’ex-Republica Democratica Tedesca, e ciò fin dall'infanzia che comprende iniezioni di anabolizzanti e di testosterone regolare.
Così, Petra Schneider, medaglia d'oro, nel 1980, ai 400 m 4 di nuoto, colpi alla GU di Mosca, era stata dopata dall'età di 14 anni all'ormone della crescita.

Le conseguenze di tali pratiche sugli organismi non sono anodini.
Secondo la O.M.S., nel 2003, la vita media di un francese è di 75,9 anni, e quella di un americano di 74,6 anni.
Nell’ "Doping in questione", Jean-François Bourg segnala che la vita media di un giocatore professionista di calcio americano non superava 55 anni negli anni 1990.
Il medico Jean-Pierre de Mondenard, dopo aver studiato le cartelle mediche dei partecipanti al Giro di Francia dal 1947, concluso che il rischio di decessi cardiaci di questa popolazione prima dei 45 anni, è cinque volte superiore alla media!

Il denaro è il flagello che cancretizza lo sport, ed e il precursore del doping?
Quando si conosce la manna finanziaria generata dalle medaglie olimpiche, e che si constata che si è passati da 14 nazioni alla GU di 1896 che si disputavano 43 titoli in 9 discipline (241 atleti scelti) a 207 nazioni nel 2008 per la conquista di 302 titoli in 28 sport e 43 discipline (10.500 atleti) la questione può porsi... tanto più che gli anni 1990 hanno visto la comparsa della professionalità nell'ambito del movimento olimpico.

Inoltre, fuori dalle Olympiadi, le competizioni si moltiplicano negli sport collettivi: Coppa del Mondo, Coppe Europee, Campionati Continentali, Campionati Nazionali, Coppe Nazionali, Coppe della Lega Nazionale, incontri amichevoli, esibizioni, ecc...

Si potrebbe dunque pensare che il doping riguardi soltanto un'elite composta da professionisti, ma purtroppo anche il mondo dilettante è toccato.
Professionista o dilettante, ciascuno ormai ha il suo emblema olimpico
"citius, altius, fortius" (più veloce, più il alto, più forte) attribuita a torto al Baron di Coubertin; essendo il suo vero autore il padre Didon, priore del collegio di Arcueil.

Ma, l'organismo sollecitato, in modo permanente al limite della rottura, ha bisogno di essere mantenuto, di essere alimentato di sostanze nutrienti benefiche con prodotti ricostituenti, per poter essere pronto il giorno della competizione.
Questa preparazione si effettua su tre livelli:
- fase anteriore: riscaldamento ed addestramento,
- la competizione,
- fase posteriore: decompressione e recupero.

Per queste constatazioni, i ricercatori di
NATUREBIO hanno elaborato una gamma di prodotti naturali che riguardano le tre fasi: addestramento, concorrenza, recupero.
Conforme alla regolamentazione anti-doping in vigore, I prodotti
NATUREBIO sono destinati ad aiutare lo sportivo, dilettante o professionista, a migliorare le sue prestazioni con gli sforzi costanti.

Inizio pagina

Création PaoPresse © 2006 NATUREBIO - BP 312 - 98006 Monaco Cedex Condizioni di vendita
Liens & Partenaires